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Iamalio dice ancora che “Paduli nel Medioevo faceva parte della Contea di Ariano, quando preso da Guglielmo il Normanno, questi lo fortificò e ne fece base di lunghi conflitti tra Normanni e Normanni e tra Normanni e Svevi, contro Benevento e contro tutti i paesi del Tammaro e di Montefusco…”

Nel 1137 vi si chiuse Ruggiero II° contro Rainulfo che ve lo assediò. Meomartini così riporta l’avvenimento “Rex itaque nominatus taliter cum sequacibus suis aufugiens noctis tempore, altera quidem die ad castrum Padulis pervenit.” Il conte Rainulfo occupò poi tutte le terre della Contea di Ariano e ridusse alla propria volontà il conte Ruggiero di Ariano coi suoi baroni e il primo dicembre del 1137 pose gli accampamenti presso Paduli.

“Quibus ita peractis Dux ipse prope castellum Padulis suorum virtute stipatus castrametatur, die quidem Kalendarum decembris.” Rainulfo, però, dovette togliere l’assedio per l’eroica resistenza dei padulesi. Lo stesso Meomartini così riporta l’avvenimento “Dux praeterea Rainulphus iam nominatus praefatum castellum Padulis viriliter obsedit, quod praeliis multis, et machinationibus quotidie expugnabat. Videns autem Dux ipse castellum illud capere non posse, consilio abito, castellum illud dimisit."

Per premio Ruggiero concesse ai padulesi l’autonomia, esonerandoli da ogni obbligo feudale, privilegio che conservarono sotto gli Svevi, “perché Paduli fu per Federigo II°.” “Onde, caduti gli Svevi, Paduli fu dagli Angioini di nuovo infeudato ai conti di Ariano, dopo essere stato saccheggiato dagli Ungheresi che si vendicarono per la resistenza opposta alle loro armi”. Sia dalle citazioni storiche del cronista Falcone, giudice beneventano, che dell’Abate Telesino, grande amico di Ruggiero ed autore dell’opera “De rebus gestis Rogeri Siciliane regis”, si evince che Paduli ha svolto un ruolo importante, e per molti aspetti determinante, tanto che chiama Paduli e Montefusco “grandi borghi castelli”, essendo stati per questo muniti di forti presidi.

Lo stesso Re pose a Paduli il suo quartiere generale quando dovette trattare con i Beneventani. Paduli è stato ancora al centro di altri aspri conflitti di cui ha patito le conseguenze: le lotte tra la bastarda stirpe normanna, e quella sveva alla fine del secolo XII° e al principio del XIII°; le lotte tra Federico II° e i papi.

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