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La Chiesa Madre, di costruzione romanica è di una
artistica semplicità e di singolare architettura e
risale al sec.XV; vanta origini molto antiche, da una
bolla conservata nell'archivio parrocchiale si rileva
che la primitiva chiesa fu consacrata nel 1283.
Originale il fatto che si entra per il campanile
lapideo quadrato, a due terrazze, che forma
l'avancorpo delle facciate sotto il quale si apre un
ampio ingresso arcuato dal quale si accede al portale
della Chiesa, al sommo di una scalinata. Ai due lati
della facciata vi si vedono incastrati due rozzi
bassorilievi antichi fatti con la stessa pietra: uno
rappresenta lo spunto di un branco di maiali e l'altro
un branco di pecore, simboli forse di tradizioni
popolari del paese. Più volte e completamente
distrutta dai terremoti fu riedificata e restituita
sempre più bella al culto dei fedeli. |
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L'origine del convento, che domina la Valle
beneventana, si fa risalire fra il 1486 e il 1491; qui
vi si insediò una comunità francescana di frati
conventuali, i quali alimentarono la devozione
all'Immacolata Concezione, a San Francesco, a Sant'Antonio
e, dal '600, a San Liberatore. Il terremoto del'688 lo
rase al suolo tanto che i frati lo abbandonarono
facendovi ritorno soltanto nel '775, quando, ultimata
la costruzione del Convento, venne costruita la Chiesa
nello stile che molti hanno voluto attribuire al
Vanvitelli. Il perimetro del Convento è perfettamente
quadrato, sul lato est di questo sorge la Chiesa. Di
particolare pregio è il chiostro settecentesco,
imponente con le sue arcate alte, una volta abbellito
da stucchi andati persi nell'ultimo restauro. Al
centro del chiostro è situato un antico pozzo di
pietra, lo scalone, che conduce al piano superiore
alle celle dei frati, si dice anch'esso attribuito al
famoso architetto Luigi Vanvitelli. la chiesa è di
stile barocco, un barocco elegante e semplice. Di
grande valore sono l'Altare Maggiore e la Balaustra
che delimita il presbiterio di marmi policromi; di
minore importanza sono gli altari laterali;
sull'Altare Maggiore è situata l'effigie della Madonna
di Loreto da cui il Santuario prende il nome. L'antico
campanile, demolito nel 1955 è ora sostituito da uno
più alto, fatto di mattoni in uno stile vagamente
romanico. Il convento è sede di una biblioteca e di un
piccolo museo cappella.
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